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Tennis in crisi: Panatta avverte Sinner, attento al tour de force!

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Panatta: “Il tennis ha un problema. Sinner? eviti questo tour de force”

L’ex tennista Adriano panatta esprime preoccupazioni sullo stato attuale del tennis, analizzando le recenti dinamiche del circuito e offrendo consigli al giovane connazionale Jannik Sinner.il torneo Masters 1000 di Shanghai è stato al centro delle polemiche, caratterizzato da ritiri inaspettati e prestazioni sotto le aspettative di alcuni dei nomi più noti.

Fragilità nel sistema

Panatta non ha dubbi: la fragilità tocca non solo Sinner, ma l’intero ecosistema tennistico. “Nel tennis c’è un problema di fragilità,” afferma l’ex campione. Secondo lui, la scelta di partecipare ai tornei di Cincinnati e Shanghai ha rappresentato per Sinner due opportunità perse che hanno avuto ripercussioni sulle sue ambizioni in un anno già straordinario, culminato con la vittoria a Wimbledon.

“Questi tornei sono stati giocati in condizioni estreme, quasi come delle prove di sopravvivenza,” continua Panatta, evidenziando i ritiri dolorosi che hanno segnato le partecipazioni del tennista italiano.

Scelte strategiche

L’ex atleta approva la decisione dello spagnolo Carlos Alcaraz di saltare il torneo a Shanghai e suggerisce che anche Sinner dovrebbe riconsiderare i suoi impegni futuri. Con una serie intensa di competizioni all’orizzonte – Riad, Vienna, Parigi, le Finals e la Coppa Davis – Panatta si interroga sull’effettiva necessità di affrontare questo tour de force.

“Tutti mi diranno dei punti in classifica e del numero uno… Chissenefrega,” ribadisce con fermezza.

La necessità di cambiamenti

In aggiunta alle sue osservazioni strategiche, Panatta mette in luce l’assenza delle misure adeguate per garantire il benessere degli atleti durante questi eventi estremi. “Oltre certi limiti non si va; suona l’allarme per tutti nello spogliatoio,” avverte.Propone soluzioni come la chiusura dei tetti o l’installazione dell’aria condizionata nei campi durante i tornei precedenti.

Riflettendo sulla sua carriera rispetto ai tempi moderni del tennis,esprime soddisfazione per essere nato in un’epoca diversa: “Sono felice di essere nato ‘troppo presto’,perché in un tennis così non mi sarei divertito neanche un po’.”

Con queste considerazioni Adriano Panatta invita a riflettere su come il mondo del tennis possa evolversi per tutelare meglio gli atleti impegnati nel circuito professionale.

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