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Nicola: dal Roland Garros alla sfida del calcetto romano, un fuoriclasse!

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Nicola Pietrangeli: un campione oltre il suo sport

Con la scomparsa di Nicola Pietrangeli, il mondo del tennis e della cultura italiana perde una figura iconica. Il suo impatto non si limita solo ai successi sportivi, ma si estende anche alla vita quotidiana di coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo. La sua eredità rimarrà viva nei cuori di molti.

Un legame speciale

Dall’infanzia,Nicola ha rappresentato per me più di un semplice campione. Abitava vicino a casa mia e spesso veniva a trovarci grazie all’amicizia con mio padre.Ricordo con affetto i pomeriggi trascorsi insieme, tra partite a pallone e tennis. Per me era come uno zio; ogni anno la mia ammirazione per lui cresceva.

Col tempo, lavorando nel mondo del tennis, ho potuto apprezzarlo ancor di più. Essere manager significa avere l’onore di scoprire talenti che brillano oltre lo sport stesso.Nicola non era solo un idolo per gli appassionati; era amato da tutti, dal panettiere al giornalaio.

Un uomo universale

Nicola incarnava valori universali: semplicità e schiettezza lo contraddistinguevano. Non esitava mai a esprimere le proprie opinioni in modo diretto; dietro quel carattere forte c’era una persona spiritosa e gentile, un vero Signore con la S maiuscola.

Emanava una personalità carismatica che attirava l’attenzione ovunque andasse – da Monte-Carlo al Kremlin – grazie alla sua presenza elegante e vivace. Era sempre affascinante ascoltarlo raccontare storie divertenti sul suo passato.

Una passione infinita per il tennis

Nell’epoca d’oro del tennis, quando questo sport veniva ancora considerato dilettantistico, Nicola dimostrò dedizione straordinaria: durante il Roland Garros volava addirittura a Roma per giocare nelle partite della Coppa della Canottieri in calcetto! La mattina seguente riprendeva l’aereo per tornare a Parigi.

I suoi traguardi nelle competizioni internazionali sono impressionanti: fu il primo italiano ad entrare nella Hall of Fame ed è sempre stato legato alla maglia azzurra con una passione indescrivibile. Quando l’Italia vinse la Davis Cup in cile nel 1976 fu soprattutto grazie ai suoi sforzi nel convincere le autorità politiche ad autorizzare quel viaggio rischioso.

L’eredità di un campione

Pietrangeli rappresenta molto più del semplice successo sportivo; è una figura iconica che ha affrontato qualsiasi sfida con classe ed eleganza. Negli ultimi anni ha ricoperto il ruolo di ambasciatore per la Federazione Italiana Tennis, mantenendo viva la sua passione fino all’ultimo giorno della sua vita.

Penso ancora all’incontro avvenuto tre anni fa presso la Canottieri Roma durante un torneo Open: mi avvicinai al tavolo dove stava giocando a carte con gli amici; pur aiutandosi col bastone si alzò immediatamente per abbracciarmi dicendo “È da tanto che non ti vedo”. Quel gesto semplice ma caloroso rimarrà impresso nella mia memoria come simbolo dell’affetto sincero che nutriva verso gli altri.

Il dolore della perdita

Anche nella vita nicola ha affrontato momenti difficili; tra questi spicca sicuramente la tragica perdita del figlio Giorgio – un dolore insopportabile che nessun genitore dovrebbe vivere.

In chiusura voglio riflettere su quanto condiviso da un amico: “La vita è come una circolare”, ognuno sale su questo treno chiamato esistenza accanto ad altre persone fino al momento in cui qualcuno deve scendere.
Lunedì scorso è uscito un numero dedicato a Nicola Pietrangeli… Che terra ti sia lieve!

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