LATP e le regole sulla partecipazione ai tornei: i giocatori possono davvero scegliere?
Il dibattito sul fitto calendario del tennis professionistico continua a infiammarsi, specialmente dopo il grave infortunio di Holger Rune durante la semifinale dell’ATP 250 di Stoccolma. Questo evento ha riacceso le discussioni riguardo alla possibilità per i giocatori di scegliere i tornei a cui partecipare e se, effettivamente, abbiano la libertà di saltare quelli che non si adattano alla loro programmazione.
La dichiarazione di Taylor Fritz
un contributo significativo a questa discussione è arrivato da Taylor Fritz, che ha condiviso il suo punto di vista sulla questione attraverso i social media. ha messo in evidenza le nuove regole introdotte dall’ATP che lo costringono a partecipare a tutti gli eventi ATP 500 dopo Wimbledon per evitare penalità nel ranking.
Fritz sottolinea come, secondo il Regolamento ATP 2025, i giocatori della top 30 debbano completare un certo numero di tornei per mantenere la propria posizione senza incorrere in sanzioni. In particolare, è richiesto che ogni giocatore giochi almeno cinque tornei ATP 500 nell’arco della stagione.
Obblighi e penalità
Il regolamento chiarisce che tra questi cinque tornei deve essere incluso necessariamente uno dopo lo US Open. Fino all’anno scorso,il numero obbligatorio era quattro; ora è stato incrementato a cinque. Inoltre, è possibile includere anche il Masters 1000 di Montecarlo nel conteggio.
Per fritz, non avendo preso parte al torneo nel principato, si è trovato nella condizione di dover partecipare agli altri eventi per evitare un impatto negativo sul proprio ranking. È importante notare come il sistema del ranking ATP sia composto dai migliori risultati ottenuti dai giocatori durante l’anno; questo include obbligatoriamente i quattro tornei del Grande Slam e otto Masters 1000 (Montecarlo escluso).
Se un tennista decide di non partecipare per qualsiasi motivo a uno dei tornei richiesti può incorrere in punteggi nulli (zero), influenzando negativamente la sua classifica complessiva.
Il tema dei bonus pool
A complicare ulteriormente la situazione ci sono anche i Bonus Pool previsti in relazione agli ATP 500 e ai Masters 1000. L’ATP destina annualmente tre milioni di dollari da distribuire tra i sei migliori giocatori degli ATP 500 basandosi sui loro risultati stagionali.
Tuttavia,solo coloro che rispettano l’obbligo della partecipazione ai cinque eventi possono ambire al Bonus pool. Ci sono inoltre specifiche finestre temporali da rispettare:
- swing 1: almeno due eventi tra Rotterdam e Miami.
- Swing 2: almeno un torneo tra Amburgo e washington.
- Swing 3: almeno uno fra Pechino e Basilea.
In caso contrario vi sarà una riduzione proporzionale del bonus assegnato.
Anche per quanto riguarda i Masters 1000 esistono regole simili con un totale disponibile pari a ventuno milioni dollari distribuiti ai trenta tennisti più performanti nella categoria; tuttavia è necessario prendere parte ad almeno quattro eventi per accedere al bonus previsto.
Riflessioni conclusive
I vertici del tennis professionistico devono affrontare una serie complessa di obblighi economici ed agonistici nella pianificazione delle loro stagioni sportive. Tornando alle parole pronunciate da Fritz emerge una domanda cruciale: l’ATP dovrebbe riconsiderare questo sistema? Se ci si orienta verso “guadagni facili” provenienti dalle esibizioni piuttosto che dagli impegni ufficiali potrebbe sorgere un rischio concreto legato all’identità stessa dello sport tennistico nel lungo periodo.
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