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Nicola Maioli: un’icona che ha segnato il Torneo di Giordano

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Il ricordo di Giordano Maioli: Nicola, che genio!

In un’intervista che mette in luce la profondità del legame tra sportivi, Giordano Maioli ricorda il suo compagno di doppio Nicola Pietrangeli, una leggenda del tennis italiano. La loro storia inizia quando Maioli aveva solo 17 anni e si trovava a Parigi per partecipare al Roland Garros juniores.

L’incontro che cambiò tutto

Maioli racconta come, giunto da solo in Francia senza conoscere una parola di francese, incontrò Pietrangeli e il suo compagno Sirola mentre scendevano le scale dell’albergo in smoking diretti a una festa. “Nicola mi chiese: ‘Sei il ragazzino della federazione?’ e mi salvò parlando con il concierge per sistemare la mia stanza”. Questo gesto segnò l’inizio di un’importante amicizia e collaborazione.

Il giorno seguente, già alle 8:30 si presentò per allenarsi con Pietrangeli, che quell’anno avrebbe vinto il torneo. Sebbene Maioli fosse stato eliminato ai quarti di finale, rimase al fianco del campione come sparring partner fino alla vittoria finale su Ayala.

Un atleta tenace

Maioli descrive la determinazione di Pietrangeli durante la finale contro Ayala: “Dopo tre set aveva i piedi insanguinati a causa delle vesciche rotte”. Nonostante ciò,continuò a combattere e vinse al quinto set dimostrando un coraggio fuori dal comune.

Tre anni dopo quel fatidico incontro a Parigi, i due si ritrovarono nella squadra italiana. Ricorda l’esordio contro la Rodesia quando insieme riuscirono a vincere una partita tiratissima al quinto set.

Successi nel doppio

Nel corso della sua carriera tennistica, Maioli ha ottenuto notevoli successi anche nel doppio. Ha vinto gli assoluti con Tacchini e due volte con Pietrangeli battendo avversari temibili come Panatta e Marzano. Nel 1976 però, nonostante non giocasse più singolare dal ’67 – periodo in cui Nicola preferì fare coppia con Panatta – riuscì comunque a batterlo ai campionati indoor di Modena.

Un talento da leggenda

Parlando delle abilità straordinarie di Pietrangeli nel rovescio, Maioli sottolinea quanto fosse difficile leggerne le intenzioni sul campo: “Poteva tirarlo lungolinea o incrociato oppure optare per una smorzata col medesimo movimento”. Una versatilità tecnica che lo rendeva unico nel suo genere.

Un episodio emblematico è quello vissuto durante un incontro amichevole contro gli Stati Uniti; mai domo nella sua sicurezza strategica sul campo da tennis; infatti spiegava sempre ai compagni cosa fare senza mai mostrare segni d’incertezza.

L’eredità dei geni

Maioli conclude ricordando quanto fosse speciale giocare accanto a un talento così raro come quello di Pietrangeli. anche dopo aver smesso di giocare professionalmente lui stesso si sentiva ispirato dalla presenza del grande tennista romano; “Se nicola diceva ‘oggi la sento’, sapevi che sarebbero stati guai”, afferma con rispetto.

La figura di Nicola Pietrangeli rimarrà sempre impressa nella memoria degli appassionati dello sport italiano; un vero genio capace non solo d’incidere nei match ma anche nelle vite delle persone intorno a lui grazie alla sua umanità ed abilità tecnica straordinaria.

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