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Berrettini trionfa: “Ho esibito un gioco da 8, la Davis emoziona!

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Berrettini: “Ho giocato da 8. Che bella l’aria della Davis”

Il tennista azzurro Matteo Berrettini ha condiviso le sue emozioni in conferenza stampa dopo la vittoria nella Coppa Davis, un momento che per lui rappresenta molto più di una semplice partita.

Emozioni e motivazione

«È per vivere queste emozioni che gioco ancora a tennis.Mi siete mancati», ha dichiarato il campione romano rivolgendosi al pubblico presente. Dopo un anno complesso, berrettini ha ritrovato in questa vittoria un rinnovato senso di fiducia e voglia di competere ai massimi livelli. Contro Rodionov, attualmente al 177° posto nel ranking, il tennista ha conquistato la sua decima vittoria in Coppa Davis (la nona consecutiva) con una prestazione solida e determinata.

Nonostante alcuni errori durante il match, Matteo è riuscito a brillare nei momenti cruciali, come dimostrano i tre set point annullati nel secondo set sul punteggio di 4-5 e 0-40 grazie a potenti servizi: «Quello è stato il momento più delicato del match». Questa mentalità lo ha portato a chiudere l’incontro con successo.

Riflessioni sul Futuro

Guardando alla prossima stagione, Berrettini si sente ottimista: «quest’anno ho disputato tante belle partite». Anche se riconosce la necessità di trovare maggiore continuità nel suo gioco, guarda al futuro con fiducia: «Se penso al 2026 ho grande speranza nel mio tennis».

Ora l’attenzione si sposta sulla sfida contro il Belgio,squadra temibile che presenta delle insidie. Matteo ricorda bene le qualificazioni dello scorso anno a Bologna quando superò con fatica Blockx dopo un incontro tiratissimo.

Il Fascino della Coppa Davis

Berrettini esprime anche la sua passione per la Coppa Davis: «Fin da bambino mi sono sempre piaciute le competizioni a squadre».La particolare atmosfera dell’evento – dall’emozione dell’inno ai tamburi del pubblico – lo motiva profondamente. Negli ultimi due anni difficili tra infortuni e sfide personali, proprio il richiamo della Davis gli ha fornito ulteriore stimolo.

Parlando dei suoi compagni Sinner e Musetti,assicura: «Si sono fatti sentire in questi giorni e continueranno a farlo».

Infine commenta l’idea di programmare la coppa ogni due anni: «non credo che si potrà mai tornare ai cinque set in davis», ammette matteo mentre sottolinea anche l’importanza di riflettere sul calendario agonistico e sulla salute degli atleti in questo periodo storico del tennis professionistico.

Rimanendo sull’argomento delle giocate memorabili durante i match, risponde sorpreso riguardo uno dei punti incredibili realizzati durante il tie break: «Ho colpito la pallina con il telaio esattamente nel cuore della racchetta». Una testimonianza perfetta della passione intensa che anima ogni partita; insomma una vittoria davvero “di cuore”.

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