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Sinner: il giovane talento che domina al Torneo Internazionale di Tennis

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Dalla racchetta alla penna: la giornata speciale con Massimo D’Adamo

Un incontro unico ha avuto luogo presso la scuola media Calderini – Tuccimei di Acilia,dove gli studenti del corso di giornalismo hanno avuto l’opportunità di intervistare Massimo D’Adamo,autore del libro “Vagabondo per mestiere”. Questo evento si è rivelato un momento straordinario per i ragazzi, che sono stati travolti dalle emozioni e dalle domande da porre a questo personaggio poliedrico.

Un viaggio nel tennis

Durante l’intervista, Massimo ha raccontato della sua carriera nel tennis, iniziata a soli 13 anni come raccattapalle. A 16 anni ha deciso di intraprendere seriamente la strada da tennista professionista. Tuttavia, quando ha capito che non avrebbe raggiunto i suoi obiettivi sportivi desiderati, è tornato alla sua vera passione: l’insegnamento.

Come coach, D’Adamo sottolinea l’importanza dell’empatia nel suo lavoro. Comprendere e ascoltare gli atleti è fondamentale per aiutarli a trovare il proprio stile di gioco ottimale.

L’approccio al tennis nel mondo

Massimo ha condiviso le sue esperienze nei vari paesi in cui il tennis viene praticato. Ha notato che l’approccio al gioco varia notevolmente: negli Stati uniti si privilegia la potenza e l’individualismo, mentre in Oriente c’è una maggiore attenzione alla disciplina e al rigore. Durante la conversazione è emerso anche il suo tennista preferito: Carlos Alcaraz.

D’Adamo ammira questo giovane talento per la sua versatilità nell’alternarsi tra difesa e attacco in un attimo. Non manca però di esprimere apprezzamento anche per Jannik Sinner e Roger Federer; quest’ultimo non solo per le sue abilità tecniche ma anche per il modo elegante con cui interagisce con gli avversari.

Scrivere come forma d’espressione

Oltre al tennis, Massimo ama scrivere. Ha confessato che scrivere lo aiuta a ritrovare se stesso e ad esplorare le emozioni legate allo sport individuale: “Sei da solo in campo e devi avere una grande personalità”.Tra i suoi ricordi più belli spicca un campionato a squadre vinto insieme ad Adriano Panatta.

I suoi libri spaziano tra vari temi; “Vagabondo per mestiere” racconta le avventure di un coach in cerca del “sacro tennis”, mentre opere come “Teta – Un sogno a metà” ed “…In via dell’Idroscalo” offrono uno spaccato della sua visione artistica.

L’importanza dell’insegnamento

Nel nostro scambio d’idee Massimo ha evidenziato quanto sia unica la figura dell’allenatore; non tutti gli atleti riescono a trarne vantaggio nello stesso modo. Ciò che colpisce maggiormente è il fatto che lui abbia sempre preferito insegnare piuttosto che dedicarsi esclusivamente all’agonismo.

Il messaggio finale rivolto agli studenti è stato chiaro ed ispirante: “Non arrendetevi mai! Continuate fiduciosi a perseguire i vostri sogni!”

Grazie Maestro!

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