Lorenzo Bocchi riparte dalla terra rossa e lo fa con il passo di chi sa aspettare il momento giusto. Il 28enne di Casalmaggiore ha conquistato il titolo all’M15 di Tsaghkadzor, in Armenia, superando in finale il russo Ruslan Tiukaev con un netto 6-3 6-3. Per l’azzurro è il quinto successo ITF della carriera, il secondo in questa stagione dopo quello ottenuto a Hurghada a inizio maggio.
Un mese, due titoli, due superfici diverse. È questo il dato che dà peso al successo di Lorenzo Bocchi nella Spring Cup armena: non solo un trofeo in più in bacheca, ma la conferma di una continuità ritrovata. Dopo aver vinto sul cemento egiziano di Hurghada, il lombardo si è ripetuto sulla terra di Tsaghkadzor, chiudendo una settimana impegnativa con una finale gestita con lucidità dall’inizio alla fine.
Contro Tiukaev, avversario più giovane e alla ricerca del primo titolo ITF, Bocchi ha fatto valere esperienza, ordine tattico e capacità di colpire nei momenti decisivi. Il punteggio, 6-3 6-3, racconta una partita sempre nelle mani dell’italiano, bravo soprattutto a trasformare quasi tutte le occasioni in risposta. Il dato più significativo arriva infatti dalle palle break: quattro convertite su cinque, una percentuale che ha indirizzato il match e ha impedito al russo di rientrare davvero in partita.
La finale è durata poco meno di un’ora e tre quarti, ma il successo di Bocchi nasce anche dal percorso dei giorni precedenti. L’azzurro, quarta testa di serie del tabellone, aveva iniziato il torneo battendo in rimonta Hendrik Thada Grohbruegge, poi aveva superato Alan Aiukhanov in due set. Nei quarti è arrivata la prova più dura: dopo un primo set perso 6-0 contro Attila Boros, Bocchi ha cambiato marcia, vincendo 6-2 il secondo e chiudendo al tie-break del terzo. In semifinale, altro test di sostanza contro Daniil Sarksian, piegato 6-2 4-6 6-2.
È proprio questa capacità di restare dentro le partite complicate a rendere più interessante il titolo armeno. Bocchi non ha vinto solo quando il match si è messo sui binari giusti; ha saputo reagire quando il torneo sembrava scivolargli via, soprattutto nei quarti. Da lì ha costruito lo slancio che lo ha portato alla finale, giocata con personalità e senza concedere troppo al rivale.
Nato a Casalmaggiore, destro, con la terra indicata come superficie preferita, Bocchi continua così il suo percorso nel circuito ITF, quello in cui ogni settimana può diventare decisiva per classifica, fiducia e prospettive. A 28 anni, il lombardo sta vivendo una fase concreta della carriera: meno rumore, più risultati. Il trionfo di Tsaghkadzor non è un episodio isolato, ma il secondo segnale forte nel giro di poche settimane.
Per il tennis italiano arriva dunque un’altra notizia positiva dal circuito Futures. Mentre l’attenzione principale resta spesso concentrata sui grandi palcoscenici, Bocchi porta a casa un titolo pesante per il suo cammino personale e per la sua stagione. La terra armena gli consegna il quinto trofeo ITF: un successo costruito con esperienza, sofferenza e precisione nei punti che contano.